LA COSA BRUTTA
 

di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Francesca Romana Vitale, Ilaria Marchianò, Eugenio Fea

coproduzioneChronos Tre e Associazione La Memoria del Teatro


Testo FINALISTA PREMIO HYSTRIO 2016

"Per la capacità di passare dal comico al drammatico, con dialoghi credibili e una lingua sapida, nel delineare situazioni e sviluppo dei personaggi dentro un paesaggio che racconta un’Italia di provincia
nelle sue fughe in avanti e nelle sue resistenze"


La storia di una famiglia come tante, senza eroi e senza vincenti, l’avventura tragicomica, allo stesso tempo comunissima e straordinaria di un piccolo nucleo di essere umani che affronta il tracollo finanziario, la perdita, la paura, lo smarrimento, la tristezza soprattutto, l’indicibile tabù del dolore, della depressione, fino all’invocazione della morte come liberazione e salvezza.
Questa storia così intima e privata è adagiata sul manto muschiato della favola nera, con atmosfere che rimandano ai fratelli Grimm e ai racconti di Hoffman, un incubo lungo una notte popolato da esseri
umani, animali, forse anche mostri. Guardare i nostri famigliari da vicino, affacciarsi sul loro baratro, e affrontare la vertigine della messa in discussione di ciò che riteniamo saggio, giusto, sensato. Una madre scopre che suo figlio è diventato un uomo e suo figlio scopre che la madre è una donna oramai anziana, fragile e fallibile, piene di ferite, meschinità, menzogne che racconta a sé stessa e agli altri, sola.
Il bosco notturno si fa scenario rituale della reviviscenza di un’epopea famigliare, i sentieri accidentati e
inospitali della foresta si fanno simbolo delle zone inesplorate del sé, delicate, pericolose.
L’ambiente perfetto per raccontare queste creature imperfette, incomplete, irrisolte e bellissime.

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